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Navi italiane ma con bandiera estera,così il 40%

Assemblea Assarmatori, 'Attratte da burocrazia più semplice'

21 giugno, 12:46
Navi italiane ma con bandiera estera,così il 40% Navi italiane ma con bandiera estera,così il 40%

 La burocrazia pesa anche in mare: ormai oltre il 40% delle navi italiane ha infatti cambiato bandiera preferendo Paesi comuque all'interno dell'Europa ma dove le regole sono meno cavillose che in Italia. E' quanto è emerso dall'assemblea annuale degli armatori (Assarmatori) dove si è fatto il punto da diverse angolature su invesrtimenti e prospettive del mare insieme al ministro preposto, Nello Musumeci, ed ai ministri Matteo Salvini, Raffaele Fitto e Daniela Santanchè. "Un numero crescente di navi armate da armatori italiani ha cambiato bandiera", sottolinea il presidente Assarmatori, Stefano Messina. "Lo dicono chiaramente i dati dell'Unctad riferiti a unità con stazza lorda superiore alle 1.000 tonnellate. La parte della flotta che fa capo ad armatori italiani, ma che batte bandiere estere, è cresciuta al 40,83% del totale, contro una quota che nel 2021 era ancora del 36,43%. E la scelta di registrare all'estero la nave non predilige le bandiere di comodo ma bandiere europee, come Malta, Cipro, Finlandia e Portogallo che garantiscono una burocrazia semplice, moderna e digitalizzata che, nell'integrale rispetto delle innumerevoli regole internazionali che governano il nostro settore, è sintonizzata alla soluzione dei problemi che la navigazione ci mette davanti ogni giorno. Non è solo questione di costi o di tassazione". Gli armatori sottolineano l'importanza del proprio settore chiedendo però di essere affiancati per evitare il fenomeno del "flagging out": "Ammainare la bandiera italiana significa ammainare una parte importante dell'italianità del mondo oltre che depotenziare il nostro potere negoziale nei contesti internazionali. È tuttavia fuor di dubbio che la tutela della bandiera non può essere affidata solo alla resilienza degli armatori italiani". Tra i temi toccati durante l'assemblea anche quello del settore crociere e del difficile rapporto con Venezia ("non credo che Venezia possa fare a meno di un settore così importante come quello delle crociere", ha detto Santanchè). Mentre per la cantieristica è intervenuto l'Ad di Fincantieri, Pierroberto Folgiero, rimarcando che "ogni nave da crociera è finanziata da Sace, che va finanziata. I nostri concorrenti francesi e tedeschi hanno le loro Sace e sono molto agguerrite. Senza supporto finanziario la possibilità per Fincantieri di competere con francesi e tedeschi non c'è". (ANSA).

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